Psicologo
Seduta indiretta
Come?
Adatta ad adolescenti o adulti che non vogliono andare dallo psicologo
Quali sono?
Alcune situazioni possono essere capite attraverso colloqui e strategie indirette, atte al miglioramento del paziente che non vuole partecipare alle sedute. Attraverso i familiari o amici si possono attuare strategie indirettamente sul loro caro.
Colloquio indiretto
Situazioni difficili, DCA, dipendenze...
Cos'è e come funziona la consulenza psicologica indiretta
Molto spesso ci si trova ad affrontare situazioni di profondo disagio psicologico o comportamentale che riguardano un familiare, un amico, un figlio o il proprio partner, i quali tuttavia rifiutano categoricamente l'aiuto professionale o negano la presenza del problema.
La seduta indiretta è uno strumento d'intervento che permette di agire sul problema senza la presenza diretta della persona interessata. Lavorando con i familiari e motivate si analizzano le dinamiche di interazione insegnando come modificare le proprie reazioni nei confronti dell'altra persona, si riesce a rompere il circolo vizioso che mantiene in vita il problema.
Il mio approccio
Comprendiamo la complessità della situazione attraverso un ascolto profondo e una valutazione accurata.
Valutazione Completa
Sviluppiamo un percorso su misura con compiti quotidiani concreti, considerando la storia, i bisogni e obiettivi.
Piano Personalizzato
Un accompagnamento costante attraverso azioni quotidiane verso il benessere.
Supporto Continuativo
Il costo viene chiarito fin dall’inizio e, quando possibile, può essere modulato in base al tipo di percorso e alle esigenze della persona. La salute mentale non deve esser un lusso. Nel primo colloquio gratuito verranno definite le tariffe.
Le prestazioni sanitarie sono detraibili ai fini fiscali
Cosa otterrai:
Tecniche pratiche indirette di gestione
Riduzione dei sintomi
Ritrovamento del benessere, familiare e del paziente
Domande frequenti
Per quali problematiche è indicato questo metodo?
E' particolarmente indicata nei casi di adolescenti o giovani adulti con blocchi evolutivi, ritiro sociale, disturbi alimentari, oppure in presenza di ansia in cui i familiari sono involontariamente diventati "complici" del problema assistendo continuamente il congiunto.